"Erano gli anni

 

 

..del primo dopoguerra, quando Rorschach metteva a punto il suo ben noto test (o reattivo) proiettivo. Benussi* aveva già ideato un suo "alfabeto esplorativo", che avrebbe dovuto (a somiglianza di precedenti analoghe tecniche, sia di Jung, che di Wertheimer e Klein) evidenziare pensieri mantenuti (intenzionalmente, o per una censura automatica) nascosti. A me propose una nuova ricerca, per esplorare -mediante immagini tachistoscopiche (e cioè presentate visivamente per qualche frazione di secondo) - l'esistenza di contenuti inconsci di pensiero, o anche di particolari atteggiamenti emotivi, da utilizzare per una diagnosi della personalità. Ma i risultati erano molto meno significativi di quelli del Rorschach..." (Musatti, 1986)

 

* Maestro di Musatti e fondatore, nel 1919 dell'Istituto di Psicologia dell'Università di Padova